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Ortodonzia: prevenire la malocclusione, quando effettuare la visita ortodontica. Rovigo, Montagnana

Ortodonzia: risposte alle domande più frequenti sugli apparecchi ortodontici

 

Che cosa si intende per malocclusione?

La malocclusione è quella situazione in cui i denti dell’arcata superiore ed inferiore della bocca non si trovano in una posizione ideale di alineamento e di intercuspidazione.

Perché si crea la malocclusione?

Il crearsi della malocclusione può essere dovuto a diverse cause che possono influire in varia maniera sulle strutture del cranio e della bocca. Ci sono cause genetiche che possono indurre ad una crescita squilibrata delle strutture ossee portando all’instaurarsi di un rapporto scorretto fra l’arcata superiore e inferiore con ad esempio arcate superiori piccole e mandibole grandi o viceversa arcate superiori grandi e mandibole piccole; per anomalie di direzione di crescita dei mascellari si possono instaurare morsi aperti con denti che non si chiudono anteriormente o morsi chiusi con denti anteriori che si sovrappongo troppo. Cause genetiche possono altresì portare a scompensi fra le dimensioni relative delle arcate e quelle dei denti con affollamenti dentali se i denti sono più grandi relativamente alle arcate, o formazione di spazi fra i denti se questi sono più piccoli in rapporto alle arcate. Ci sono poi cause dovute a disfunzioni neuromuscolari come la deglutizione infantile che persista oltre ad una certa età, la respirazione orale dovuta spesso a cause ostruttive delle vie aeree ( per adenoidi e tonsille ingrossate, deviazioni del setto nasale, ipertrofia delle mucose per allergie), a vizi come la suzione del dito la mordicchiatura di penne ecc. Fra le cause di malucclusione ci può essere anche la carie e la perdita precoce di denti di latte che può favorire lo spostamento dei denti vicini e l’eruzione in malposizione dei denti permanenti.

Quali sono i segni nel bambino che devono indurre un genitore a pensare alla malocclusione?

Premesso che sarebbe consigliabile far visitare il bambino fin dalla tenera età dal proprio dentista si può dire che alcuni segni potrebbero essere premonitori della presenza o dell’instaurarsi di una malocclusione: se il bambino succhia il dito o il succhiotto oltre ad una certa età, se respira prevalentemente con la bocca, se deglutisce contraendo le labbra, se pronuncia male le parole, se sporge la lingua mantenendo le labbra semiaperte a riposo, se mastica sempre dallo stesso lato perché un dente duole, se la linea mediana fra gli incisivi superiori e quella fra gli inferiori non sono allineate, se il mento è asimmetrico rispetto alla linea centrale del viso, se i denti si accavallano o crescono in malposizione.

Si deve sempre correggere una malocclusione?

A volte la malocclusione può essere solo espressione di un sorriso poco estetico o di un profilo del viso poco piacevole e quindi il trattamento in questi casi avrebbe solo finalità estetiche ma molte volte invece la malposizione dei denti può essere la causa di deviazione di crescita dei mascellari di asimmetria di crescita della mandibola e delle articolazioni temporomandibolari, come anche causa di perdita precoce dei denti per problemi parodontali o aver ripercussioni sulla postura del corpo.

Qual è l’età più idonea per iniziare un trattamento ortodontico?

A seconda del tipo di malocclusione e della causa che l’ha indotta può variare il momento più opportuno per iniziare il trattamento. In alcuni casi è consigliabile intervenire con l’ortodonzia così detta intercettava in dentizione di latte o mista, quindi anche a 4-5-6 anni di età per prevenire l’instaurarsi della malocclusione; in altri casi si preferisce attendere l’eruzione completa dei denti permanenti e quindi a 10-11-12 anni. Ci sono però delle malocclusioni in cui è indicato intervenire al più presto e sono i morsi crociati posteriori e anteriori. Si devono correggere al più presto anche le disfunzioni neuromuscolari e i vizi funzionali.

Che differenza c’è tra apparecchi mobili e fissi?

Premesso che non è spesso alternativo l’uso di un apparecchio piuttosto che un altro si può dire che in generale glia apparecchi mobili e i cosi detti funzionali si utilizzano nella dentizione di latte o mista soprattutto per guidare e correggere la crescita ossea ed hanno quindi un’azione prevalentemente ortopedica; gli apparecchi fissi si utilizzano soprattutto in dentizione permanente ed hanno soprattutto un’azione ortodontica di spostamento dei denti.

Gli apparecchi ortodontici possono essere usati anche in età adulta?

Non ci sono in realtà limiti di età nell’utilizzo degli apparecchi ortodontici. Nelle persone adulte possono avere la stessa funzione che nel giovane per allineare i denti e correggere la malocclusione. Possono anche essere utilizzati allo scopo di riportare in asse denti che sissono inclinati in seguito ad estrazioni di denti vicini, per poter eseguire dei ponti protesici oppure per riaprire degli spazi in arcata per poter poi inserire degli impianti endoossei.

Con gli apparecchi ortodontici si possono correggere tutte le forme di malocclusione?

Ci sono dei limiti alla possibilità di correggere alcune malocclusioni derivanti da gravi asimmetrie scheletriche. In questi casi è necessario, spesso, il trattamento ortodontico associato all’intervento chirurgico.

Dopo il trattamento ortodontico che ha corretto la malocclusione i denti possono spostarsi?

I controlli a distanza hanno purtroppo evidenziato il rischio di recidiva (scientificamente dimostrato) e in alcuni casi essa non è del tutto prevedibile, la contenzione dopo il trattamento ortodontico aiuta a ridurre/eliminare questo rischio.

In che consiste la visita ortodontica?

L’ortodontista alla prima visita fa l’esame obiettivo del paziente e prescrive le radiografie necessarie a completare la diagnosi: l’ortopantomografia serve a verificare la presenza la posizione e le dimensioni dei germi dei denti permanenti, la teleradiografia latero-laterale ed eventualmente posteroanteriore serve a misurare tramite l’analisi cefalometrica le varie strutture del cranio e della bocca. Alla prima visita saranno prese pure le impronte dei denti per sviluppare un modello in gesso della bocca che servirà da studio e da confronto nel progredire della terapia.

Ci sono collegamenti tra malocclusione e postura?

La postura si può definire come il modo di stare in equilibrio del corpo umano. La postura ideale è quella in cui le varie parti del corpo sono ben allineate e il corpo è diritto. A volte il corpo per sollecitazioni anomale tende ad assumere una postura scorretta che può dar luogo a patologie muscolari , articolari e neurologiche. Le sollecitazioni anomale che possono provocare malposizioni del corpo possono derivare da disfunzioni degli organi di senso come un occhio che vede male, un orecchio che sente male o recettoriali e in primis i recettori della pianta del piede; possono derivare anche da disfunzioni viscerali, problemi psicologici, intolleranze alimentari, disfunzioni ormonali. L’apparato masticatorio possiede molteplici recettori a livello dei denti, del parodonto, delle mucose, dei muscoli, delle articolazioni temporomandibolari; questi recettori se sollecitati in maniera anomala ad esempio a causa di una malocclusione dentale possono indurre come risposta per stimoli discendenti lungo le catene muscolari a malposizioni di tutto il corpo con disallineamenti vertebrali e sollecitazione anomale delle articolazioni.

Gli apparecchi ortodontici possono essere utili nel ridurre le apnee notturne?

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da sonnolenza diurna e/o alterazioni delle performances diurne, da russamento notturno e dalla comparsa durante il sonno di episodi ripetuti di ostruzione parziale (ipopnea) o completa (apnea) delle prime vie aeree di durata superiore a 10 secondi e con persistenza dei movimenti respiratori toraco-addominali. Le complicanze associate a questa sindrome possono essere di natura neuropsicologica: dall’eccessiva sonnolenza diurna (che riduce la concentrazione, la memoria, la capacità lavorativa e aumenta notevolmente il rischio di incidenti stradali), al mal di testa, alla depressione fino all’epilessia notturna; cardiovascolari: aritmie, ipertensione, cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca congestizia; respiratorie: ipertensione polmonare; metaboliche e genitourinarie: diabete e sindrome metabolica, nicturia, enuresi, impotenza. La scelta del tipo di trattamento (medico, meccanico, chirurgico) deve essere eseguita solo dopo un adeguato iter diagnostico coinvolgendo più specialisti e deve prendere in considerazione: la gravità della patologia, il sito, o più frequentemente, i siti di ostruzione, la volontà e le preferenze del paziente, eventuali controindicazioni ai singoli trattamenti privilegiando, ogni qualvolta sia possibile, il trattamento meno invasivo. Tra le terapie non chirurgiche figura il trattamento con apparecchi orali. I più utilizzati perché più efficaci e meglio tollerati sono i propulsori mandibolari che riposizionando in avanti e in basso la mandibola evitano gli effetti della gravità sulla lingua mantenendo la pervietà faringea. L’avanzamento mandibolare sembra anche portare all’attivazione dei muscoli dilatatori delle vie aeree. Gli apparecchi orali non possono risolvere tutti i casi di OSAS ed ogni singolo paziente deve essere valutato dallo specialista ed eventualmente indirizzato da un altro specialista.

 

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